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TITOLI NOBILIARI, SENTENZE ARBITRALI, ADOZIONI, PERIZIE, REGISTRO INTERNAZIONALE DELLA NOBILTÀ, ISCRIZIONE AL CONSIGLIO ARALDICO ITALIANO
   
013 TITOLI NOBILIARI, PER CONCESSIONE O REFUTA, CON POSSIBILITÀ DI ARBITRATO LEGALE AVENTE FORZA DI SENTENZA E PUBBLICAZIONE DEL DECRETO SULLA GAZZETTA UFFICIALE REGIONALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
   
 

013 A – CONCESSIONE O REFUTA DEL TITOLO NOBILIARE, PREDICATO E STEMMA

La concessione del titolo nobiliare, non essendo prerogativa dello Stato, avviene per virtù dei meriti riconosciuti alla persona dal potere, dalle prerogative, dalla corona e dalle facoltà discrezionali del Principe Pretendente al trono esclusivamente dotato di Fons e di Jus Honorum. Tale concetto è stato assunto in ogni tempo dalle Case Regnanti che hanno perso il trono a seguito di occupazione definitiva del territorio e perciò, mancando la debellatio, è sorta la figura del Pretendente. Un titolo nobiliare attuale, se meritato e ben portato, è pari a quello assunto nei secoli trascorsi, in quanto qualsiasi cosa è attuale nel momento in cui si acquisisce; ossia, tale titolo nobiliare, essendo emanazione della prerogativa Sovrana (rex nobilem tantum facere potest), si trova di fronte al Sovrano “oggetto” di fronte a un “soggetto”; il titolo nobiliare non è così originale antico o nativo, ma dativo. I titoli nobiliari e i predicati che possono essere concessi ex novo o rivendicati sono: Principe, Duca, Marchese, Conte, Visconte, Barone, Nobile, Patrizio, Patrizio Bizantino, Signore, Cavaliere Ereditario; essi possono valersi con trasmissibilità alla prole o, compatibilmente ai desideri del titolato, ad altri membri e non del Casato o, a preferenza, della propria agnazione maschile o femminile. La stessa valenza vale in presenza di Lettere Patenti o titoli equipollenti di rinnovazione, riconoscimento, sanatoria e di assenso, compresa la rivendicazione d'Armi, qualifiche e trattamenti o l’elucubrazione con delineo ex novo dell’Arma gentilizia. Secondo la Costituzione (si veda la XIV norma transitoria e finale), allo Stato non interessa affatto che qualcuno abbia un titolo nobiliare atavico o nuovo, e non vieta di fregiarsene e farne uso nei rapporti pubblici e privati, né considera reato l’abuso di titoli nobiliari. Tale annotazione si rende necessaria per non nuocere alla dignità storica posseduta nel tempo dalla famiglia - onde il titolo diventa ricordo anagrafico -, o, nel caso di concessioni nobiliari ex novo, alla biografia storica della persona. Altresì, il titolo nobiliare può essere trasmesso per refuta, fatta innanzi a notaio, vale a dire per trasferimento ad altri - fuori dell’ordine della successione diretta - dei titoli nobiliari personali, nativi, concessi, riconosciuti, rinnovati o nei quali la persona è succeduta; per la refuta occorre l’assenso di tutti i successibili intermedi, cioè di coloro ai quali sarebbe spettato il titolo secondo l’atto di concessione.
L’ammontare della consulenza storica, nobiliare, araldica, cavalleresca, ivi compresi gli studi, le ricerche dei simboli dell’Arme, i predicati, il parere pro veritate, le dissertazioni e l’autentica notarile delle Lettere Patenti e/o sanatorie di titoli antichi o ex novo, emanate dall’Ente Sovrano - soggetto diritto pubblico internazionale, sarà oggetto di colloquio privato con la massima garanzia di riservatezza:


TITOLI NOBILIARI, QUALIFICHE, STEMMI E PREDICATI CONCEDIBILI:

Gradi di Ordini cavallereschi
   
 
Arme nobiliari (sola concessione di stemma)
   
 
Cavaliere ereditario con diritto di corona
   
 
Titolo nobiliare di Nobile con predicato, stemma e qualifiche di Don e Donna
   
 
Titolo nobiliare di Patrizio e di Patrizio Bizantino con predicato, stemma e qualifiche di Don e Donna
   
 
Titolo nobiliare di Signore con predicato, stemma e qualifiche di Don e Donna
   
 
Titolo nobiliare di Barone con predicato, stemma e qualifiche di Don e Donna
   
 
Titolo nobiliare di Visconte con predicato, stemma e qualifiche di Don e Donna
   
 
Titolo nobiliare di Conte con predicato, stemma e qualifiche di Don e Donna
   
 
Titolo nobiliare di Marchese con predicato, stemma e qualifiche di Don e Donna
   
 
Titolo nobiliare di Duca con predicato, stemma e qualifiche di Don e Donna
   
 
Titolo nobiliare di Principe con predicato, stemma e qualifiche di Don e Donna
   
  013 B – SENTENZA ARBITRALE DI ACCERTAMENTO GIURIDICO, STORICO, ARALDICO, NOBILIARE E CAVALLERESCO,E DECRETO DI OMOLOGA DEL TRIBUNALE ORDINARIO

Riteniamo che la Patria Magistratura sia oggi l’unica autorità che, in qualità di organo accertatore e tutelatore dei diritti, come si occupa della tutela del più geloso e delicato tra i diritti della personalità, cioè quello al nome, così abbia il compito e la potestà di accertare la legale esistenza di un status particolare in una determinata famiglia e di dichiarare la spettanza dei titoli nobiliari, predicati, qualifiche e stemmi annessi al medesimo. Così motivati, valenti legali sono dopo non poche fatiche arrivati a un elaborato cesello giuridico, che conduce a certificare la legittimità attuale del diritto affermato dal Richiedente. Quindi, riassumendo, l’accertamento della spettanza del titolo nobiliare, predicato, stemma e qualifiche in capo all’avente diritto si svolge attraverso la pronuncia di una sentenza arbitrale e secondo le norme vigenti in materia di arbitrato, a norma degli Artt. 806 e seguenti del Codice di Procedura Civile, fra il possessore del titolo nobiliare di cui si chiede l’accertamento e l’Istituto Superiore di Diritto Nobiliare. La sentenza della Cassazione Civile, Sezioni Unite 20/05/1965, n. 987, afferma che “l’accertamento preliminare della spettanza del titolo nobiliare può tuttavia compiersi a diversi fini: per la cognomizzazione del predicato, per il diritto di appartenenza a determinate associazioni, per beneficiare di particolari vantaggi, quali l'ammissione in collegi o l'attribuzione di borse di studio…” Il Supremo Collegio ha osservato, anche con riferimento alla sentenza dalla Cassazione Civile n. 2087/1961, che “gli accertamenti incidentali e le relative affermazioni sull’esistenza del titolo nobiliare… devono considerarsi anch’essi implicitamente ammessi dalla Legge e non possono importare lesione del principio della parità sociale dei cittadini, proclamato dall’Art. 3 della Costituzione Italiana”. L’arbitrato assume, mediante provvedimento del Magistrato richiesto nelle forme di Legge, forza di sentenza (così la Corte Costituzionale, 12 Febbraio 1963, n. 2) fra le parti, gli eredi o aventi causa (Cassazione Civile, Sez. III, 29 Maggio 1980, n. 3552) ed efficacia di cosa giudicata se non impugnata nei termini di Legge, Cassazione Civile, Sezione I, 7 Febbraio 1963, n. 194. Il Presidente d’un Tribunale ordinario della repubblica italiana, accertata la conformità della sentenza arbitrale alle disposizioni di Legge, lo dichiara esecutivo nel territorio della repubblica con Decreto, mediante deposito nella Cancelleria del Tribunale, con successiva pubblicazione del Decreto sulla Gazzetta Ufficiale Regionale della repubblica italiana. Questa pietra miliare costituisce una verità incontrastabile, rendendo giustizia alla nobiltà ma, soprattutto, agli uomini che vantano un’eredità di onore e un patrimonio di virtù. Attività di natura legale che viene espressa da valenti avvocati e professionisti del settore.
Per la consulenza e servizi in sede legale, notarile e arbitrale, incluse tutte le registrazioni di rito e memorie araldico-nobiliari e genealogiche, esclusi i pareri pro veritate, con assistenza sino alla presentazione, pronuncia ed esecuzione da parte del Tribunale Arbitrale Internazionale - Organo Permanente della Corte Europea di Giustizia Arbitrale di Ragusa, composto da magistrati arbitrali, giudici di I grado, e verifica della trascrizione dell'eventuale decreto di omologa della sentenza emesso dal Presidente d’un Tribunale Ordinario della repubblica italiana, e registrato all’ufficio delle Entrate ai fini dell’attribuzione di validità di sentenza allo stesso, ivi compresi i costi della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, con l’ulteriore possibilità di esecuzione della sentenza nel territorio degli oltre 100 Stati aderenti alla Convenzione di New York del 10-06-1958, resa esecutiva in Italia con legge 19 gennaio 1968, n. 62, il tutto acclarando, ove positivo, il status nobiliare dell’avente diritto, legittimando la spettanza del titolo nobiliare, del predicato, dello stemma e delle qualifiche qualora configurate, tale atto valendo come sentenza di accertamento giuridico-storico-nobiliare innanzi alla magistratura italiana dei titoli nobiliari e cavallereschi - ovvero della Gran Maestranza di un Ordine cavalleresco e della qualità di soggetto di diritto pubblico internazionale nel rispetto della legge 3 marzo 1951, n. 178 - e degli annessi predicati e connesse spettanze, stemma e qualifiche, concessi da un sovrano o da un principe pretendente al trono e giurisdizionalmente accertato titolare di fons honorum,

- Tempi di esecuzione sentenza arbitrale, 180 gg
- € 30.000,00 per titoli nobiliari
- € 70.000,00 per ordini cavallereschi

   
014 ADOZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI

Il Consiglio Araldico Italiano è in grado di proporre l'adozione da parte di famiglie nobili italiane, con effetti civili, ovvero,a seguito della conclusione d’un accordo con un importante studio legale tedesco, l’espletamento delle pratiche concernenti la procedura di adozione internazionale, con effetti civili, da parte di importanti famiglie nobili europee, disciplinata combinatamente dalla legge tedesca (Bürgerliches Gesetzbuch BGB, §§ 1767 - 1772) e dalla relativa convenzione internazionale (conclusa il 29 maggio 1993). Tale adozione è valida in tutti gli Stati firmatari della convenzione de qua (fra cui l’Italia; nel sito http://hcch.e-vision.nl/index_en.php?act=states.listing, c'è l'elenco degli Stati aderenti), cui consegue l'assunzione del cognome della famiglia adottante, comprensivo del titolo nobiliare cognomizzato: infatti, dopo la Costituzione di Weimar, in Germania il titolo costituisce parte integrante del cognome. L'elenco delle famiglie nobili adottanti (più di ottanta: Freiherr significa barone; Graf conte, Prinz principe, &c.) è confidenziale: siamo tuttavia autorizzati a indicarne alcune (Graf Bernadotte af Wisborg, svedese, parente del re di Svezia; Graf von Hardenberg; Graf von Thun und Hohenstein; Freiherr Treusch von Buttlar-Brandenfels; Prinz von Schoenburg-Waldenburg ). Ad esempio, ove adottato dal conte Bernadotte af Wisborg, ne deriverebbe sui registri dello stato civile italiano e sulla carta d'identità il nuovo cognome di Mario Graf Bernadotte af Wisborg Rossi.

- Costi e tempi da definirsi.
   
015 PERIZIE EXTRAGIUDIZIARIE, GIURATE E NON, DI SANATORIE, RICONOSCIMENTI DI TITOLI NOBILIARI, RINNOVAZIONI, CONCESSIONI, QUALIFICHE E TRATTAMENTI ANCHE SU STEMMI BORGHESI E NOBILIARI, PREDICATI NOBILIARI, REFUTE, AGGREGAZIONI NOBILIARI E FAMILIARI, RIVENDICHE DI QUALSIASI NATURA, ANCHE CON SPECIALI AUSILI DI ORDINI CAVALLERESCHI E CASE SOVRANE SUL TRONO O PRETENDENTI AL TRONO, PARERI PRO VERITATE
 




Un collegio di esperti, dopo accurate analisi e attraverso parere tecnico–araldico, canonico, giuridico-nobiliare o cavalleresco, redige motivate relazioni atte a stabilire la fondatezza o meno della questione o dell’argomento sottoposti dal Committente. Dette relazioni costituiscono non solamente una consulenza, ma contribuiscono alla conoscenza degli studi sociali, tecnici, giuridici, istorico-araldici, genealogici ed etimologici, con particolare interesse alla tutela dei valori storico-nobiliari, borghesi e cavallereschi, sia in ambito nazionale che internazionale. Con specifico riferimento a consulenze e perizie in ordine a: Araldica, Archivistica, Assiografia, Cronologia, Diplomatica, Epigrafia, Erinnofilia, Etimologia, Filatelia, Iconografia, Iconologia, Medaglistica, Onomastica, Paleografia, Patrologia, Sfragistica, Sigillografia, Simbologia, Storia dell’Abbigliamento, delle Tradizioni e dei Costumi, Storiografia, e altre materie o scienze.

- Costi e tempi da definirsi.
   
016 ISCRIZIONI AL CONSIGLIO ARALDICO ITALIANO - ISTITUTO MARCHESE VITTORIO SPRETI®
 


Persone ed Enti possono iscriversi all'Associazione dell'Istituto, purché ne condividano i principî, ne accettino lo statuto e siano graditi al Senato Accademico. Per divenirne membri, gli aspiranti dovranno presentare domanda scritta di ammissione al Senato Accademico, corredata di: a) certificato di nascita; b) eventuale certificato di matrimonio; c) certificato di residenza; d) titolo di studio; e) estratto del casellario giudiziario; f) curriculum vitae, specificando eventuali titoli nobiliari o gradi di Ordini cavallereschi e/o al merito, dinastici o pontifici, ricevuti dalla persona, da genitori o avi. La qualità di membro si perde: a) per decesso; b) per dimissioni; c) per cancellazioni e radiazione, motivate da gravi infrazioni statutarie o regolamentari. Qualunque membro potrà dimettersi dall’Associazione. Le dimissioni diventeranno effettive solo dopo l’accettazione del Senato Accademico che potrà, tuttavia, tenerla in sospeso sino al saldo di quanto eventualmente dovuto dal dimissionario all’Associazione, alla restituzione dei fondi e delle proprietà dell’Associazione e alla rinuncia a tutti i diritti per l’uso del Consiglio Araldico Italiano e dei simboli o stemmi relativi. All’accoglimento della domanda di iscrizione, verrà rilasciato attestato di appartenenza effettiva all’Istituto. Tempi di esame, 60 gg. lavorativi.
   
  016 A Membro effettivo uditore

Colui che prende parte attiva nel Consiglio Araldico Italiano o che, dopo l’ammissione, sia chiamato a far parte del Tribunale Araldico, organo interno del Consiglio Araldico Italiano; ha diritto di voto consultivo.

- Tassa d'iscrizione, € 300,00 - Rinnovo annuale, € 150,00

   
  016 B Membro corrispondente

Colui che viene scelto fra le persone che coltivano gli studi storici, araldici, nobiliari, fra i genealogisti, i paleografi e i cultori di scienze affini.

- Tassa d'iscrizione, € 200,00 - Rinnovo annuale, € 100,00

   
  016 C Membro sostenitore

Colui che con lasciti, donazioni ed erogazioni, finanzia l’Associazione e le sue finalità; ha diritto di voto consultivo.

- Oblazione annuale libera
   
017 REGISTRO INTERNAZIONALE DELLA NOBILTÀ E DELLA CAVALLERIA (PASSAPORTO DI CORTESIA - COURTESY PASSPORT)
 




È un repertorio d’iscrizione e appartenenza, in cui sono inseriti i titoli accademici, onorifici, nobiliari, cavallereschi e di spettanza del Richiedente. Riporta la dignità personale, trascurata da una politica retorica che impoverisce la collettività, talvolta dequalificandola e livellandone i meriti e i valori, disconoscendo tradizioni gloriose e sacre memorie. Suggella le distinzioni nobiliari antiche e nuove e i titoli cavallereschi che, nella maggioranza dei casi, fanno sempre parte della storia di un popolo. È una spettanza privata che non può essere negata e che i cambiamenti di regime non possono annullare o disconoscere. Il Tribunale Araldico, emanazione del Consiglio Araldico Italiano, si rende parte diligente per l’integrazione di titoli e predicati con idoneo e privato provvedimento, accertandone la dignità morale e l’importanza sociale. L’attestato d’iscrizione al Registro è concesso dopo accurato esame, con delibera. Misura cm. 10 x 15 ca. È stampato in quattro lingue. Sotto la foto, il relativo spazio per l’autentica notarile della firma. Il Passaporto di Cortesia è ausiliario ai documenti ufficiali concessi dallo Stato. È un prezioso documento rilasciato da Ente privato e di utilità pubblica senza alcuna valenza giuridica. Consente al Titolare di essere accolto e riconosciuto secondo il suo status sociale. Rilegato in pelle rossa, con simbologia sovraimpressa in oro. Consegna prevista in 60 gg. lavorativi.
017 A - Esame pratica, € 80,00
017 B - Iscrizione al Registro Internazionale della Nobiltà e della Cavalleria e rilascio dell'Attestato di appartenenza su pergamena, € 150,00
017 C - Passaporto Internazionale di Cortesia (Courtesy Passport), € 450,00
017 D - Rinnovo annuale, € 100,00